Luca Fochesato
Era l’anno del Signore 1981, il mese era marzo ma non un giorno qualsiasi. Era il 6 marzo.
La notte era arrivata già da qualche ora e dalle corsie di un ospedale di periferia nel mezzo della campagna vicentina correvano le urla di una donna partoriente, ignara che di lì a poco avrebbe dato alla luce un bambino che avrebbe influito sul destino di altri 5 ragazzi: i componenti dei QuintaStagioneRock.
Ore 10 p.m. circa, un ultimo urlo di liberazione prima del silenzio che sembrò durare un attimo, un secondo, giorni, anni, una vita, cosa importa!
Un “ciao Luca” trasportato da un alito di voce addolciva il silenzio mentre un grido di gioia, rabbia e vita squarciava il cielo: il padre della musica aveva un altro figlio.
Negli anni nessuno si chiese perché quel ragazzo cantasse in continuazione e questa sua passione restò inosservata per molto tempo, finchè durante una serata con amici, dopo fiumi di birra che sciolsero le inibizioni, si ritrovò con un microfono in mano, una base di sottofondo, un momento di smarrimento e poi magia.
Queste serate continuarono a ripetersi ridando nuova linfa e nuovo vigore a quel suo desiderio di cantare che sembrava ormai spento e sepolto da cumuli di indifferenza; e fu proprio durante una magica esibizione che venne rapito dai QuintaStagioneRock.
Tutto il resto è musica, la nostra musica…











